Pois, pois, pois – storie di un tessuto che non passa mai di moda

I Pois mettono di buon umore, sono spiritosi e versatili, possono cambiare le sorti di un outfit, possono essere più o meno informali, disposti con regolarità o con armonica assimetria, in maniera fitta o rarefatta, possono essere stampati, tessuti, o ricamati… e a noi di Oui Cheri piacciono tanto, per questo abbiamo deciso di raccontarvi la storia di questo motivo decorativo tanto amato.

In Europa, in epoca medievale e fino al XVIII secolo i pois non vennero apprezzati a causa della loro associazione con malattie come il morbillo o altre infezioni della pelle. Nel Rinascimento si guadagnano un piccolo spazio nel settore della cosmesi grazie alla pratica conosciuta come “Moucheron” (che significa piccola mosca) o “Patching” ovvero la moda diffusa tra le donne dell’epoca per mascherare le imperfezioni del viso che consiste nell’applicare in maniera strategica punti circolari di tessuto nero.

Intorno alla metà del XVIII secolo, quando la moda cambia abbandonando i ricchi e pesanti tessuti broccati in favore dell’utilizzo di tessuti più leggeri e a tinta unita, i pois compaiono discretamente e intervengono per conferire un aspetto minimalista e moderno.

Ma è solo grazie all’associazione casuale con una danza, la Polka, che diventano veramente famosi. La nota danza di origine boema, nasce alla fine dell’Ottocento per poi diffondersi rapidamente in tutta Europa. La febbre della polka, che vive il suo apice dal 1840-1890, induce i produttori a cavalcare questa moda: coniano la frase Polka Dot e improvvisamente pois e polka sono ovunque. Cappelli, cravatte, gioielli e naturalmente, abiti. Quando la Polka passa di moda i pois restano. Molti storici concordano sul fatto che la moda a pois come la conosciamo nasca alla fine del XIX secolo in Inghilterra, quando il dandy Beau Brummel lancia il trend di utilizzare sciarpe e cravatte a farfalla punteggiati con questa fantasia. Le donne, ovviamente, seguono subito il suo esempio.
La tendenza si affievolisce negli anni Venti per poi riapparire timidamente negli anni Trenta. La silhouette del tempo, morbida e fluente, è avvolta da sete e chiffon movimentati da pois piccoli e delicati, su sfondo nero, blu o rosso. Personaggi reali o della fantasia li adottano come segno distintivo, da Winston Churchill e Eleanor Roosevelt a Minnie Mouse, che nel 1928 fa il suo ingresso nel mondo Walt Disney, e altri personaggi di fumetti… perfino i super eroi.

Con il grande flusso di immigrati europei negli Stati Uniti nel XIX secolo, la Polka si diffuse rapidamente e divenne molto popolare anche oltre oceano. Negli anni Cinquanta diventano il simbolo dell’innocenza, della felicità e della prosperità caratteristici di quell’epoca. Conquistano tutti: dalle dive come Marilyn Monroe, Audrey Hepburn e Brigitte Bardot alle casalinghe. Con il loro ottimismo e il loro senso dell’humour ricoprono i gioielli di bakelite, gli abiti da bambino, le cravatte degli uomini, gli abiti da giorno e anche quelli da gran sera. Designer del calibro di Christian Dior e Jacques Fath cominciano a utilizzarli e a dare consigli su come indossarli. Il vestito a pois diventa il simbolo di Lucille Ball nel film “I love Lucy”, le curve di Marilyn Monroe sono sottolineate da pois in “The Seven Year Itch” e in fine, nell’estate del 1960 un cantante di 16 anni di nome Brian Hyland pubblica una canzone intitolata “Itsy Bitsy Teeny Weeny Yellow Polka Dot Bikini”, vendendo diversi milioni di copie.

Negli anni Ottanta i pois ricompaiono veicolando l’ottimismo e la fiducia nella crescita economica che avevano caratterizzato anche gli anni Cinquanta: stilisti e designer incorporano questa fantasia nei loro progetti con le più svariate combinazioni di colori.

Insomma i pois non passano mai di moda, grandi o piccoli continuano a divertire e a ispirare, a conferire personalità anche ad artisti come Damien Hirst, yayoi kusama o stilisti d’avanguardia come Rei Kawakubo per Comme Des Garçons e Miuccia Prada.

E a voi care amiche di Oui Chéri piacciono i pois? Li indossate? Li indossereste reinterpretati in chiave sposa anche per il vostro giorno più importante?
State con noi e seguiteci, prossimamente vi proporremo approfondimenti su molti altri temi riguardanti la storia della moda