Oui Cheri, tra rétro e post-moderno va di moda la sposa nuova

Minimalista, inusuale, nuovo, inetichettabile: in centro e Treviso, in Borgo Cavour a due passi dal Duomo, la tradizione incontra l’estro creativo della grande moda per reinventare il concetto di abito da cerimonia.
In un luogo fuori dal tempo, un po’ boudoire, un po’ atelier, “Oui Cheri” colpisce immediatamente l’immaginazione con le sue atmosfere surreali, le sedie appese alle pareti a ricordare certi scenari di Magritte, gli specchi anticati, i separé a paravento, i camerini estemporanei, il ferro battuto, i lampadari in vetro…
Uno spicchio di belle époque deliziosamente post-moderno, con gli abiti protagonisti assoluti, tra tessuti preziosi ed accessori esclusivi. Una storia recentissima, quella di questo angolo di città così fuori schema: dopo anni di moda ai massimi livelli, il richiamo del mondo delle spose spinge due imprenditrici a tentare il grande salto, forti di un bagaglio costruito nell’esperienza esperienza ventennale a contatto con il “grande circo” del fashion.
Sboccia così ad inizio primavera 2011 “Oui Cheri”, primo esempio di contaminazione diretta tra “corteo nuziale” e passerella: “Con il negozio si concretizza un progetto covato a lungo, pensato e ripensato in collaborazione con una grande squadra di amici creativi, designers, architetti e artigiani – racconta Anna Rita Battaggia, una delle due titolari. L’impressione che tutto quello che riguardasse la sposa fosse troppo spesso un ambito ricco di cliché e stereotipi, che nessuno o poco spazio venisse lasciato al coinvolgimento effettivo della cliente nella libera espressione di fantasia e creatività, ebbene questa impressione ci ha spinto a tentare la nostra personale avventura, che speriamo sappia suscitare il giusto interesse”.
Visto dal di dentro del mondo della moda, dove tutto gira a mille all’ora e dove il saper cogliere le tendenze “respirandole” nell’aria decreta il successo o il fallimento di una linea, lo stimolo a voler portare un approccio nuovo ha giocato un ruolo fondamentale: “Non vogliamo passare per l’ennesimo negozio di abiti da sposa, in realtà preferiamo pensare alla nostra filosofia come ad una piccola missione per la riuscita di ogni occasione speciale. La selezione di capi e accessori viene fatta con una logica ben precisa, quella di rendere la nostra proposta una proposta unica nel suo genere, giocata sulla perfetta interazione con le sensazioni della cliente ma guidata dalle competenze maturate con le nostre precedenti attività – prosegue Anna Rita. Giusto per dare un’idea, diciamo che il lavoro come lo intendiamo noi di Oui Cheri è una sorta di consulenza d’immagine a 360°, un qualcosa che va oltre la semplice vendita di un vestito”.
Immersi nei toni ovattati di un bianco delicatamente rétro, l’idea di rilassarsi pensando ad una scelta così importante sembra quasi un controsenso: “Non qui, non da noi. Le nostre proposte sono particolari e giocate tutte sull’empatia più assoluta con le clienti: il tempo necessario a creare questa sintonia lo decide il tempo stesso”.
Almeno per il momento, un focus esclusivamente al femminile. “L’unico obiettivo è la soddisfazione della futura sposa e delle altre protagoniste nel giorno delle nozze, consapevoli di avere una grande responsabilità ma anche un grande potenziale, quello di contribuire alla riuscita di un momento così carico di significati, destinato a lasciare dietro di sé una traccia che durerà tutta la vita. L’uomo, sposo o invitato che sia, in questa fase non rientra nei nostri orizzonti professionali, ma come dice il proverbio, mai dire mai…”.

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